I SOLFATI NELL’ACQUA: FUNZIONI E PROPRIETÀ

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I solfati giocano un ruolo importante in molti processi biologici. Tra le altre cose, intervengono nella produzione di collagene e contribuiscono alla depurazione dell’organismo, aiutandolo a liberarsi di tossine e prodotti di scarto. Concorrono, inoltre, a regolarizzare la motilità intestinale e stimolano il pancreas a produrre gli enzimi necessari per una corretta digestione. Presenti in ogni cellula del nostro corpo, sono contenuti anche in diversi alimenti e in alcuni tipi di acqua.
Ma quali sono, nel dettaglio, i benefici derivanti dal consumo di acqua ricca di solfati? E cosa si intende di preciso per solfati? Dall’analisi delle varie forme biodisponibili all’approfondimento delle loro proprietà terapeutiche, cerchiamo quindi di fare chiarezza sulla natura di questi composti.

COSA SONO I SOLFATI?
I solfati sono composti contenenti zolfo, in forma esavalente. Questo elemento, il più abbondante nell’organismo dopo calcio e fosforo, svolge una funzione plastica: è infatti una componente essenziale degli aminoacidi solforati, come la cisteina e la metionina, a loro volta coinvolti nella sintesi di proteine ed enzimi. Lo zolfo è assorbito nell’intestino tenue, mentre un eventuale eccesso viene espulso tramite l’urina e le feci.
Le principali fonti alimentari di zolfo sono di origine animale. Tra i cibi che presentano alte concentrazioni di questo minerale, ricordiamo soprattutto le uova, la carne, il pesce e i formaggi. Sotto forma di solfati, è tuttavia presente anche nei prodotti ortofrutticoli e nell’acqua, che se ne arricchisce in seguito allo scorrimento tra la struttura rocciosa del sottosuolo e all’ossidazione dei minerali in essa presenti. Quando si parla di acqua ricca di solfati, le combinazioni minerali più frequenti sono con bicarbonati, calcio e magnesio; non mancano, tuttavia, neppure mineralizzatori meno comuni, come sodio, cloro o ferro.

QUALI FUNZIONI E PROPRIETÀ HANNO I SOLFATI?
Lo zolfo, insieme ai composti che lo contengono, assolvono a numerose funzioni organiche. In particolare, partecipano alla costituzione del tessuto connettivo, hanno un effetto antispastico sulla muscolatura e sono degli ottimi antinfiammatori naturali. Agiscono inoltre a livello del pancreas, favorendo un’adeguata produzione di insulina e di enzimi digestivi importanti, come l’amilasi e la lipasi. I solfati stimolano la secrezione duodenale di colecistochinina (CCK), un ormone che stimola la secrezione biliare; essi, infatti, attivano il metabolismo epatobiliare mediante differenti meccanismi: il primo è che lo zolfo non ossidato è facilmente assorbibile e riveste ruolo importante nella stimolazione biliare, il secondo è l’aumento del glutatione plasmatico che aumenta il flusso biliare indipendentemente dagli acidi biliari e il terzo è il miglioramento del metabolismo degli aminoacidi solforati che svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento e nella ristrutturazione delle membrane cellulari (la migliorata polarizzazione migliorerebbe il passaggio degli acidi biliari e della bile). In combinazione alle vitamine B1 (tiamina), B5 (acido pantotenico) e H (biotina), i solfati stimolano il metabolismo e la comunicazione tra le cellule nervose. Partecipano inoltre alla produzione del collagene e della cheratina, due sostanze essenziali per il benessere di pelle, unghie e capelli.
In merito ai solfati nell’acqua, è doveroso aprire una parentesi a parte. L’acqua solfata è infatti un composto dalla struttura complessa, la cui prevalenza di alcuni effetti terapeutici su altri è influenzata dal tipo di mineralizzatori in essa contenuti, dalla loro concentrazione e dalle interazioni che vi si instaurano. Se, ad esempio, il solfato di potassio è indicato per il trattamento delle infiammazioni croniche delle vie respiratorie, comprese pertosse e bronchite, le proprietà del magnesio solfato si esplicano soprattutto a livello intestinale, dove questo sale svolge un’azione simile a quella di un purgante osmotico o di un blando lassativo salino.

ACQUE SOLFATE: QUALE RUOLO POSSONO AVERE NELL’ALIMENTAZIONE?
Viste le molteplici virtù terapeutiche, le acque solfate meritano un posto d’onore sulle nostre tavole. Oltre a idratare l’organismo, concorrono infatti a regolarizzare numerose funzioni biologiche, manifestando effetti benefici a carico di diversi organi. Tra i principali, ricordiamo:

Fegato e vie biliari: molti tipi di acque solfate esercitano un’azione trofica e depurativa a livello epatico. Svolgono inoltre un’azione coleretica e colagoga sulla funzione biliare: in altre parole, stimolano la secrezione di bile e ne favoriscono l’afflusso verso l’intestino. Il consumo di acque bicarbonato-solfate aiuta altresì a contrastare l’accumulo anomalo di bilirubina, contribuendo alla remissione dei sintomi nei casi di lieve ittero;
Stomaco: le acque solfate stimolano la produzione di succhi gastrici e duodenali, pertanto concorrono a normalizzare i livelli di acidità dell’organismo e a ridurre i tempi di progressione del cibo lungo il tubo digerente. Un importante contributo al benessere dello stomaco arriva anche dal magnesio, di cui le acque solfate sono generalmente ricche. Questo minerale, coinvolto nella sintesi di importanti enzimi e polipeptidi digestivi, svolge inoltre un’azione antispastica e miorilassante a carico della muscolatura liscia dell’apparato gastroenterico;
Intestino: oltre a promuovere la secrezione di alcuni enzimi pancreatici, indispensabili per una corretta funzionalità digestiva, le acque solfate possono intervenire sui processi di assorbimento ad opera dell’organismo, migliorando l’assimilazione dei nutrienti. Insieme a calcio e magnesio, i solfati contenuti nell’acqua stimolano la peristalsi, in parte anche grazie all’aumento della CCK a livello duodenale che stimola, oltre alla produzione di bile, anche la peristalsi intestinale; essi favoriscono l’azione osmotica a livello del lume intestinale, aumentano la motilità del colon e accelerano il tempo di transito, configurandosi come un ottimo alleato contro la stipsi, sia essa cronica che occasionale;
Cuore e arterie: le acque solfate di tipo salso-alcalino esercitano inoltre un’azione preventiva nei confronti dell’arteriosclerosi. L’effetto benefico sul fegato si traduce, infatti, nella regolazione del metabolismo lipoproteico. Tra questi lipidi c’è anche il colesterolo, la cui alterazione è tra i principali responsabili del processo aterosclerotico.

IL RUOLO DELL’ACQUA SOLFATA FONTE ESSENZIALE PER IL TUO ORGANISMO
Oltre a rappresentare un’ottima integrazione di zolfo nella dieta, le acque solfate possono apportare molti benefici extra alla nostra salute. È il caso di Fonte Essenziale, l’acqua minerale naturale ricca di solfati e magnesio, presenti in concentrazioni tali da esercitare una funzione lassativa e, al contempo, un’azione depurativa a carico di fegato e intestino. In combinazione con i bicarbonati, poi, i solfati in essa presenti favoriscono lo svuotamento gastrico e stimolano la produzione dei succhi gastrici e duodenali, aiutando a ridurre l’acidità e favorendo la rapida alcalinizzazione dell’organismo. A fronte di specifici studi clinici, il Ministero della Salute ha riconosciuto le proprietà di Fonte Essenziale in due appositi decreti, dove ne sono attestati gli effetti diuretici e lassativi.
Per godere della massima efficacia terapeutica, è consigliabile bere Fonte Essenziale a digiuno, ogni mattina prima di colazione. Le dosi suggerite sono di almeno due bicchieri al giorno a temperatura ambiente, da assumere per almeno 15 giorni consecutivi. In associazione a una dieta sana e variata, Fonte Essenziale stimola la peristalsi, depura il fegato e aiuta a regolarizzare la motilità intestinale.

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